Lavoro o Gioco?

Ribadisco sempre una cosa, un aspetto del mio lavoro che pochi riescono a cogliere. E non parlo della passione, delle ore di lavoro, del tempo che dedico in quello che faccio. C’è una differenza sostanziale che divide molti: fare il pasticcere oppure essere pasticcere. Essere un pasticcere non è saper fare un dolce, saper montare la panna, avere buona manualità. Essere un pasticcere vuol dire essere curiosi, capire e studiare cosa si cela dietro quattro ingredienti e quattro misure scritte nel ricettario; tentare di capire temperature, reazioni, composizioni, tempistiche, avere una propria inventiva, curare una propria linea. Allo stesso tempo credo che l’essere pasticcere non esiste, semplicemente perchè la perfezione non esiste, semplicemente esiste gente più esperta di te. La differenza che divide la categoria è appunto fare il pasticcere o ossere pasticcere. Nel mio lavoro non mi limito ad eseguire le ricette. Reputo di essere protratto verso l’essere pasticcere e quindi un apprendista. Quando mi chiedono che lavoro faccia, io rispondo che non lavoro ma che gioco a fare il pasticcere e alle faccie spaesate dei miei interlocutori, rispondo, “fa il lavoro che ti piace e ti sembrerà di giocare ogni giorno” quindi si, gioco a fare il pasticcere. Perchè la differenza tra l’essere e il fare è che noi mettiamo passione, sacrificio, sudore, cadute, amore, determinazione in quello che per noi non è un semplice lavoro, ma uno stile di vita.

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