il mio Panbrillo

L’innovazione non è necessariamente creare qualcosa di nuovo o di inedito. Innovazione può anche voler dire incontro! Un primo incontro anche tra due elementi della tradizione, radicati nella nostra mente e nella storia di un popolo, o magari dall’incontro tra due o tre terre, raggruppando vari elementi tradizionali ed emblematici di quei luoghi.
Se andassimo a Milano, l’emblema dolciario è il panettone, come a Napoli è il babà, e se facessimo incontrare questi due dolci principi per creare un unico dolce che abbia la sofficità e l’importanza di un panettone meneghino e la morbida scioglievollezza dell’inzuppo del babà partenopeo. Ecco come da 2 prodotti della vecchissima tradizione nasce un nuovo prodotto innovativo! Ma che gusto farlo? Analizzando il fatto che siamo in Sicilia, precisamente a due passi dalla Conca D’Oro, simbolo per eccellenza dell’agrume mediterraneo, è facile pensare a questo!
E continuando con la nostra analisi preferiremo utilizzare un agrume fresco come il limone, che faccia risultare il nostro prodotto ancor più leggero e che non ti faccia storcere il naso se ti si presentasse a fine pasto! Ed ecco che potremmo dire “c’era una volta un milanese, un napoletano e un palermitano che fecero il Panbrillo”.
Credo che sia proprio questo il pensiero dell’amico Toty Catanese, famoso lievitista, quando ideò il panbrillo, che da qualche anno trovate alla Delizia senza vincoli temporali legati alle festività. Il panbrillo ha inoltre conquistato i migliaia di visitatori presenti allo scorso Panettone Festival di Cefalù.

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